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Categoria Hotel
 
Febbraio 12th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Venere, che aveva sempre amato le isole, allorché Giove, nella Guerra dei Giganti, scagliò una montagna sicula contro Tifeo, seguì, con il veloce carro di Ares, il formidabile volo fino alla Caduta. Ed essendo questa avventura nel più bel golfo del mondo, non lungi dal Capo di Misero, intuì che da quella montagna e da mostro avrebbe avuto origine un’isola nuova, che nessun ’altra avrebbe potuto pareggiare in bellezza Ischia. E pensò di aggiungere quest’atra gemma alla corona delle sue  terme. Quando infatti il Fuoco delle cento bocche (di Tifeo) ebbe formata l’impalcatura d’un mirabile sistema di colline intorno al monte centrale, elle, col potente suo fascino e con l’ausilio dell’amico Pito, la Dea della soave e lusinghevole persuasione, tanto fece che placò l’ira di quest’indomito, e non solo riuscì a convertirlo a Giove, ma lo rese così benigno e generoso, da chiedere ed ottenere, in attesa della definitiva riconciliazione, che, non sapendo fare bene agli Dei, ma bensì agli uomini, le sue commosse e calde lacrime volgessero sulla nuova terra in ruscelli ricchi della virtù senatrici inventate da Apollo. Indi la Dea, fatto tessere delle sue ancelle un gran velo d’argento, ne coperse l’orrida isola, trasformandola in verdeggiante giardino di pace e d’incanto. Da allora Tifeo, ogni tanto, abbandonandosi al suo istinto, scuote la terra.I Ceròpi, che infestavano le coste dell’isola d’Ischia e che vivevano predando gli ignari navigatori che toccavano Ischia, furono un giorno attaccati da nuovi invasori, che navigavano sotto l’insegna e la protezione di Giove. Con l’ausilio anche dei pacifici abitatori delle colline, i Cercopi furono sconfitti. E, mentre molti di essi furono massacrati, gli altri furono trasformati in branco delle più spregevoli bestie, quali sono le scimmie, da Giove, incitato da Nemesi insoddisfatti e bramosa di più durevole castigo. Da allora i naviganti, udendo le acutissime strida delle scimmie disseminate sulle coste dell’isola d’Ischia non abitata che da Pitechi, la chiamarono Pitecusa. Dal sangue dei Cercopi, a perenne memorie motrici, rosseggiano ancora, benché battute dal mare, le rupi della contrada, che tuttora il volgo chiama PIETRE ROSSE (ruba saxa e che trovasi nella spiaggia di Citara in Forio d’Ischia).



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Vi sono raccolte le foto e i ricordi più belli del periodo trascorso a Lacco Ameno da Angelo Rizzoli. Il museo è un doveroso tributo e segno ella gratitudine degli ischitani nei confronti dell’imprenditore milanese.Il museo è realizzato in collaborazione con RCS ed è diviso in tre sale: la prima  raccoglie le foto degli anni ’60 dei soggiorni a Lacco Ameno di Rizzoli e dei divi dello spettacolo suoi ospiti, spesso protagonisti del Premio cinematografico a lui stesso intitolato; la seconda sala è dedicata alla vita di Rizzoli, mentre la terza raccoglie le gigantografie dei primi numeri del “Corriere della Sera”  della “Gazzetta dello Sport” e di altre riviste dell’attuale gruppo editoriale RCS.



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Per chi ama il mare Lacco Ameno offre la baia più suggestiva dell’isola d’Ischia: San Montano.Questa insenatura è simile ad un’ostrica che si apre per mostrare la struttura perlacea della sua finissima sabbia. Qui sorge il parco termale il Negombo, ideato dal duca Camerini alla fine degli anni ’40.Oltre alle piscine il parco offre la possibilità di salutari passeggiate tra i pini svettanti frammisti ad eriche, lentischi e ginestre. Sullo sfondo il mare è uno spettacolo di colori con varie tonalità di verde e azzurro.Nel parco spicca una scultura di Arnaldo Pomodoro incastonata tra piante secolari e piscine termali.Un’altra spiaggia – oltre a quella su cui si affaccia il corso Rizzoli – è quella delle monache raggiungibile solo per mare .



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Il Museo di Pithecusa è diviso in diverse sezioni che contengono i reperti più significativi degli scavi di Pithecusa e di Aenaria. Nella prima sala possiamo ammirare i reperti del periodo Neolitico Medio Superiore ritrovati in località Cilento e Castiglione: pesi in terracotta, lame di coltelli, e schegge di utensili di selce e di ossidiana, un vetro nero che proviene dall’isola di Palmarola e un raschiatoio rivenuto a Forio.Nelle vetrine 3 e 6 sono esposti i materiali risalenti all’età del bronzo e alcune testimonianze della presenza dei micenei. La ceramica di Monte Vico è esposta nella vetrina 6. La seconda sala è invece dedicata all’età del bronzo e quindi ai materiali rinvenuti negli scavi del Castiglione.I reperti della colonia greca di Pithecusa sono invece esposti nella sala 3 e 5 : di particolare rilievo gli oggetti del periodo egizio (scarabei, sigilli, corredi funebri etc.).Si segnalano, per particolare importanza, il Cratere del Naufragio di stile tardo geometrico della fine dell’VIII sec. A. C. e la famosa Coppa di Nestore. Nella sala 6 e 7 i reperti databili dal VI al IV secolo a. C. Espressive le ceramiche attiche che sono realizzate con una tecnica notevolmente superiore a quella precedente. Nella sala 8 i reperti di Pithecusa in età ellenistica: piatti, testine femminili che illustrano anche le acconciature dell’epoca, busti e anfore. La sala 9 dedicata al periodo romano e ai reperti degli scavi subacquei di Aenaria. Di particolare bellezza il rilievo votivo in marmo del Santuario delle Ninfe, ritrovato presso la fonte di Nitrosi a Barano.



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Il museo Rizzoli è ospitato dalla costruzione che sorge sulla colina dell’Arbusto da cui prende il nome: la famosa Villa Arbusto. Fu acquistata nel 1785 da Don Carlo Aquaviva, Duca di Altri, che vi costruì l’attuale villa con un grande giardino retrostante in cui erano situati, e sono tuttora esistenti, un fabbricato minore per gli ospiti, una cappella, una “stufa” per l’uso terapeutico delle fumarole calde, una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Vi soggiornarono diversi esponenti della cultura europea, tra cui nell’ottocento, il filosofo Bukunin.Nel 1952 fu acquistata da Angelo Rizzoli e successivamente, dal Comune che intendeva farne un museo. L’iniziativa del sindaco Vincenzo Mennella fu appoggiata nel 1978 dalla Soprintendenza Archeologica per le Province di Napoli e Caserta che da tempo si proponeva di esporre al pubblico i risultatati degli scavi eseguiti nell’ambito del più antico insediamento greco nel Mediterraneo occidentale.



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

La diffusione del messaggio cristiano nei primi decenni segue le grandi vie di comunicazione dell’epoca. L’apostolo Pietro in marcia verso Roma, nel 42 d.C., passa sicuramente per la città di Napoli, mentre pochi anni dopo, nel 61 d. C., Paolo giunge a Pozzuoli.Ischia doveva certamente intrattenere rapporti commerciali con la cittadina flegrea, dove esistevano importanti comunità cristiane. La diffusione del cristianesimo sull’isola d’Ischia è legata al culto di Santa Restituta, una martire africana che, secondo la tradizione cristiana, dopo un lungo viaggio su una barca proveniente da Caratgine, approdò sulla spiaggia di San Montano a Lacco Ameno.



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Febbraio 10th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Fu qui, precisamente sulla colina di Montevico, che si stanziarono i Greci Eubei approdati sull’isola d’Ischia, dando vita alla prima colonia in Occidente della Magna Grecia. In ogni epoca  questa località è stata famosa solo per l’amenità dei suoi paesaggi, che ne giustifica il nome, ma per le straordinarie qualità delle sue acque termo – minerali radioattive ritenute, da eminenti scienziati, di assoluto valore scientifico. Il paese si sviluppa prevalentemente nella zona prospiciente il lungo mare dal quale si può ammirare il caratteristico Fungo, uno scoglio dalla forma particolare, divenuto ormai il simbolo della cittadina.Sul lungomare è possibile visitare la Chiesa di Santa Maria delle Grazie purtroppo soffocata dall’edilizia circostante: l’edificio si sviluppa principalmente lungo l’asse longitudinale, su cui insistono addirittura due cupole. Nel centro di Lacco Ameno è opportuno fare una visita al Santuario di Santa Restituta. La costruzione di un edificio molto più antico, a sua volta costruito, intorno al 1036 sulle fondamenta di un’antica basilica paleocristiana.Sotto il santuario si può visitare il Museo di Santa Restituta, che occupa un’aria di circa 1550 mq, distinta in due piani. Il piano superiore comprende tre sale con l’esposizione di suppellettili, ex voto d’argento, dipinti, parametri sacri, pastori da presepio, reliquiari, croci professionali, messali, statuine del settecento e dell’Ottocento napoletano, ceramiche medievali.L’area archeologica sottostante è divisa in quattro settori che costituiscono un piacevole itinerario storico – archeologico. Nel I settore sono raccolti i reperti della zona industriale greca: impianti di fornaci, officine per la lavorazione dell’argilla, vaschette di decantazione, tutti databili dal VII al II sec. a. C. Nel II settore troviamo resti di mura in opera reticolata, visibili sul fondo; sepolcri intagliati sul pavimento romano e un altarino di pietra locale che protegge un’urna con reliquie di Santa Restituta. Un’ampia sala sotterranea sistemata a museo nel III settore raccoglie i segni della presenza della vita dei primi coloni greci. Oltre i reperti di Pithecusa si trovano materiali geologici fossili, schiume di lave vulcaniche, forme litoidi di idoli, ossidiana, raschiatoi, selci. Nel IV settore c’è il cimitero paleocristiano.



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Febbraio 9th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Il monte Epomeo la rigogliosa vegetazione, favorita dal clima particolare, ha valso a Ischia l’appellativo di “isola verde”. La strada che da Serrara corre alta il Lido di Maroniti in una delle zone più suggestive dell’isola. Valloni scoscesi, che sono il risultato di impressionanti fenomeni di  erosione, scendono verso le spiagge sottostante in un paesaggio selvaggio, ingentilito da una vegetazione dove predominano le ginestre. Cava Calmiera, cava Posteca, cava Bosco, cava Piscinelli sono i nomi di questi valloni. Per chi ama le passeggiate a piedi, una ripida mulattiera scende dal paesino di Noia fino al Lido di Maroniti. Poco più avanti un’altra mulattiera, con un giro più lungo in un paesaggio molto vario, conduce alla chiesetta di Santa Maria del Monte e a Forio. Fontana con i suoi 452 mt di altitudine è il paese più alto di Ischia. Di antiche origini, la sua posizione ne fece un rifugio per gli Angioini inseguiti dagli Aragonesi. La bella chiesa di Santa Maria della Sacca fu costruita nel 1374. Dal belvedere della piazza si gode un panorama superbo. Essendo in centro abitato più elevato dell’isola d’Ischia, Fontana è generalmente il punto di partenza per le escursioni al Monte Epomeo. La salita è piuttosto ripida e d’estate è resa più faticosa dal caldo: per questo è possibile affittare un asinello che guidato dalla mano esperta di un ischitano, condurrà il gitante sulla cima senza difficoltà.La passeggiata è molto interessante perchè ha luogo in un ambiente naturale di eccezionale bellezza, molto vario, con in panorama che, a mano a mano che si sale, diventa sempre più vasto, mentre l’aria si fa più sottile e più fresca. Poco prima della vetta si trovano la chiesetta di San Nicola e l’Eremo. La chiesa fu edificata intorno alla metà del ‘400 e custodisce un bassorilievo del santo. Vi è sepolto il fiammingo Giuseppe d’Argut che nel ‘700 fu governatore di Ischia. In una circostanza di grave pericolo egli fece un voto a San Nicola in seguito al quale si ritirò a vivere sulla cima dell’Epomeo con alcuni compagni e ripristinò l’antico eremo, dandogli l’assetto che presenta tuttora. Dalla cima del monte che con i suoi 788 metri è il punto più alto dell’isola d’Ischia, gode una vista del tutto straordinaria, in particolare se la giornata è limpida. Girando lo sguardo sul degradare della montagna ci si rende conto di trovarsi nel punto più elevato di Ischia di un colletto craterico che verso sud, demolito dall’erosione, precipita verso il Lido di Maroniti; verso est e verso ovest spiccano le sommità di Trippodi, di Montagna Bianca, di Pietra dell’Acqua e di bianchetto. Al di sotto il manto boscoso da fitto si fa via via più rado lasciando il posto ai terreni coltivati ed alle abitazioni sparse. Appare tutto il profilo frastagliato dell’isola d’Ischia che spicca contro l’azzurro profondo del mare e si riconoscono le varie località con le loro caratteristiche : il Fungo di Lacco Ameno, il bacino regolare del Porto, la Lava dell’Arso, l’isolotto del Castello, la penisola di Sant’Angelo, il faro di Punta Imperatore, il Torrione di Forio… e tutte le atre bellezze dell’isola d’Ischia. Alzando gli occhi all’orizzonte si spazia da Ventotene, Ponza, alla costa Tirrenica fino altre il Circeo, il Golfo di Gaeta incorniciato dalle montagne retrostanti, i campi Flegrei, il Golfo di Napoli col Vesuvio, la penisola Sorrentina, Capri e oltre ai monti del Cilento. Particolarmente emozionante è attendere sulla vetta dell’Epomeo il sorgere del sole, oppure fare l’ascensione in una notte di plenilunio.



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Febbraio 9th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Quella di Santa Restituta, con processioni e fuochi d’artificio, è sicuramente la festa più rappresentativa, coinvolgente e pittoresca del Comune. La statua della Santa sbarca da una nave a casamicciola , attorniata da decine di imbarcazioni, in un tripudio di invocazioni, sirene nautiche e batterie di fuochi artificiali e, seguita da una folla enorme, si dirige in processione fino a  Lacco Ameno, dove sono state allestite decine di caratteristiche “bancarelle”



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Febbraio 9th, 2008 redatto da Francesca Miragliuolo

Organizzata dalla Pro loco S. Alessandro, si svolge il 26 Agosto e consiste in una sfilata a cui partecipano numerosi figuranti i quali, vestiti con costumi  storici perfettamente riprodotti, partono dal Castello Aragonese ed attraversano i corsi principali di Ischia. Vengono percorse tutte le epoche storiche, a partire dai coloni greci di Pithecusa, proseguendo con i romani di Aenaria;  quindi il Rinascimento di Vittoria Colonna, dei sovrani di Spagna, della famiglia d’Avalos: è questo il punto in cui lo sfarzo dei costumi raggiunge il più alto livello. E poi un gran numero di costumi popolari caratteristici locali. Una sfilata molto amata anche dai turisti e ripresa ogni anno da televisioni italiane e straniere



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