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Categoria Hotel
 
Febbraio 15th, 2008 redatto da Rosaria Piro

Il monte Epomeo è la vetta più alta dell’isola: con i suoi 789 mt. sul livella del mare domina il Golfo

Di Napoli.

E’ possibile raggiungere la cima partendo dai vari comuni e lungo vari sentieri. Il più suggestivo è

Quello che parte dal bosco della Falanga mentre gli accessi più comodi sono quelli che partono da

Fontana, da Forio, da Casamicciola, da Lacco Ameno, da Buonopane. Il più semplice e comodo è

Quello che parte da Fontana dove si trova un “terminal”di muli adatti a trasportare i visitatori in

Groppo fin sulla cima. Chi invece preferisce passeggiare, deve prendere uno dei bus di linea che

Conducono a Fontana e scendere  in prossimità della strada che conduce alla zona militare della NATO. Dopo duecento metri si deve svoltare a sinistra e bisogna arrampicarsi lungo il sentiero, ultimamente reso più agibile, che porta fin sulla cima..

La cima si può raggiungere anche dagli altri comuni dell’isola. Da Casamicciola si può partire a

Piazza Maio e inerpicarsi lungo un sentiero irto, difficile e poco frequentato. Da Lacco Ameno si

Può arrivare dalla strada borbonica, dalla quale, in prossimità della chiesetta di San Giuseppe, parte

Un sentiero.  Da Forio d’Ischia l’accesso per il monte si trova a Via Bocca e seguendo le apposite indicazioni si giunge fino a Santa Maria al Monte. Da Ischia Porto, infine, la strada che conduce

Alla vetta è la più lunga e parte dal Montagnone.

L’Epomeo, è stato, per decenni, ricco di coltivazioni d’ogni genere, con grandi distese di grano che si

Sono ridotte sempre più, fino a scomparire del tutto. Ampie zone, soprattutto a Forio e Serrara, sono

Ancora coltivate. E’ circondato da castagni, felci ed offre un ricco sottobosco. Particolarmente saporiti

I funghi e i frutti di bosco, soprattutto more e fragoline.

In cima si trova anche la chiesetta di San Nicola con il suo eremo. Dalla cima del Monte Epomeo si

Può “ammirare”tutta l’isola. Un percorso particolarmente suggestivo è quello che parte dal bosco

Della Falanga e giunge a Santa Maria Al Monte



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Febbraio 15th, 2008 redatto da Rosaria Piro

E’ il borgo più affascinante dell’isola, ancor più perché preservato dal divieto di accesso alle automobili. Ha conservato l’architettura tipica del borgo di pescatori, con le case caratteristiche

E pittoresche, tipiche dei paesini mediterranei, incastonate le une nelle altre, separate da stradine

Strette e serpeggiante.

Qui si concentra la vita notturna estiva di Serrara Fontana, in taverne, bar e piano bar. Luogo di

Ritrovo tra i più eleganti dell’isola, intercetta il turismo d’elite che si sposta su esclusivi yacht i

Quali trovano approdo nella splendida baia. Qui si trovano i giardini termali Aphrodite, Apollon

E Tropical. Sant’Angelo si affaccia sulla spiaggia dei Maronti che è raggiungibile dalla stradina che

Si snoda lungo l’albergo Miramare.



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Febbraio 13th, 2008 redatto da Rosaria Piro

Venne variamente chiamata Inanime, Pitecusa, Aenaria, Iscla, Ischia, ma la sua etimologia più accreditata resta quella di “isola”. Secondo i  racconti mitologici degli antichi Greci, nelle profondità

Della terra, al di sotto del Monte Epomeo, giaceva incatenato Tifeo, che osò sfidare Giove, il Dio di tutti gli Dei. Furono i suoi continui e rabbiosi tentativi di liberarsi che causavano enormi sconvolgimenti sulla terra di Ischia: giganteschi massi scagliati tutt’intorno, continui terremoti che scuotevano fortemente la terra; fuoco e lava che fuoriusciva da tutti i punti; devastanti terremoti! A

Causa della bizzarria di questo mostruoso essere, si spiegherebbero eventi altrettanto sconcertanti: come spiegare altrimenti un lago formato da un antico cratere sprofondato, e ritrovamenti di fossili delle profondità marine a oltre 600 metri di altezza? Ma se vogliamo soddisfare la nostra sete di sapere, e mettiamo da parte il mito,  dobbiamo rifarci ai moderni geologi, i quali sono propensi a credere che in epoca remota, da una frattura, sia venuta fuori una immensa massa di tufo, tale da coprire tutta la zona, compresi i Campi Flegrei, e che successivi moti tettonici abbiano fratturato e sollevato questo tufo fino a formare la vetta maggiore dell’isola d’Ischia: l’Epomeo. Numerosi eruzioni tutt’intorno ne hanno completato la morfologia. Alcune di queste eruzioni, per la viscosità dei loro prodotti, hanno costituito delle cupole di ristagno, e sono queste a dare all’isola un aspetto vario e bello: il Castello, S.Angelo, il Montagnone, la spina di Monte Tabor, il dosso della Sparaina, Monte Vico e Cavallaro.

Ischia è, quindi, figlia del fuoco.

Numerosissimi sono i crateri sparsi per tutta l’isola, ed alcuni anche sotto il mare. Monte Nuovo, Trippodi, Rotaro, Corbo e Vezzi, oltre ad essere alcuni dei più importanti rilievi montuosi, sono tra i più importanti vulcani.

Tutt’ora Ischia si trova su una zolla ancora attiva, ma l’attività si è limitata alle sole fumarole, sorgenti termali, e ad un lentissimo fenomeno di bradisismo. Materiali lavici sono presenti su tutto il territorio, sabbie di pomice, tufi e lave messi lì a testimoniare la ricchezza dei fenomeni eruttivi       



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Febbraio 13th, 2008 redatto da Rosaria Piro

In passato già conosciuta come il Giardino d’Europa, l’isola è andata assumendo un posto sempre più di rilievo tra le stazioni di turismo d’Italia e d’Europa. Qualsiasi località turistica col tempo è andata affermandosi e con ciò ha fatto propria una peculiarità, una specie di carta d’identità; ma ciò non è valso per Ischia, poiché essa è la terra dove i contrasti sono all’ordine del giorno; la terra dove non esiste nulla di scontato, dalla natura diversa a palmo a palmo, alle opere dell’uomo; da ciò che il turista và ricercandovi, al modo in cui vive la gente del posto; è solo così che possono trovare spiegazione la quiete dei boschi e il vento soffice sulla sommità delle colline, contrastati dall’aria salmastra e dal sapore di alghe che si respira in riva al mare; è solo che si può spiegare come possono coesistere villaggi genuini e singolari , con centri quasi metropolitani; è così che si comprende perché vivono in un connubio perfetto le antiche case di pietra spalla a spalla con modernissime ed efficiente ville; è per questa ragione che ad Ischia viene sia il turista che vuole trovare relax e riposo, sia il turista che vuole divertirsi e tirar tardi  la sera. Ma anche la gente di Ischia è un contrasto: il vignaiolo e il pescatore non stonano in un mondo di imprenditori, banchieri e intellettuali. Lasciatosi alle spalle le grandi bellezze del Golfo, Posillipo, Marechiaro, il Vesuvio, Sorrento, il turista s’imbatte in un’isola tutta verdeggiante, appuntatesi nelle sue due principali formazioni, l’Epomeo e Monte Vezzi: è ISCHIA!

E’la più grande del Golfo di Napoli, si estende per una superficie di 47 km ed ha un perimetro 18 miglia. L’isola d’Ischia dista circa 18 miglia da Napoli e da Capri; 11 da Pozzuoli; 4,6 da Procida. Ha una popolazione di 60.000 abitanti che, nel periodo estivo, si arricchisce di oltre 500.000 presenze.

Amministrativamente l’isola si divide in sei  Comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio d’Ischia, Serrara Fontana, Barano d’Ischia. L’isola ha forma rotondeggiante, come un cono a base ovoidale, il cui vertice è costituito dalla vetta del Monte Epomeo dell’altezza di 789 mt. Ogni turista dovrebbe perlomeno fare un giro dell’isola per terra, ma chi può non manchi di farlo anche per mare  e non tralasci escursioni al Castello, all’Epomeo, a S.Angelo; non si privi della gioia di esplorare colli, piani, grotte e cave, pronti a metterlo davanti a visuali nuove ed esaltanti; non dimentichi di soffermarsi in vicoli e davanti a chiese, che stanno lì, per offrirgli in bella armonia le stupende linee di un’architettura mediterranea, dagli influssi arabi, elaborate dalla mano geniale del “mastro”.

L’isola d’Ischia, per chi viene dal Continente, si presenta non come al solito grande scoglio brullo in mezzo al mare, ma come una visione da sogno, come una grande nave imbandierata a festa, le cui fiancate, gli oblò, le sartie, gli alberi e tutte le componenti, si presentano incredibilmente verdeggianti.

Anche le cime dei piccolissimi scogli, lungo la costa, si presentano abbellite dal verde. Il verde alberga perfino nelle pietre, nel famoso tufo verde della zona di Forio d’Ischia delle cui pietre sono composte le bellissime ed originalissime “PARRACINE”(muri a secco) che adornano le dense macchie verdi dei vigneti. Il verde tuttavia non nasconde la bella accidentata natura del terreno; la sua orografia, infatti, si presenta molto varia manifestandosi in montagne, colli isolati, in promontori maestosi, in pendii, pianori, dossi, tutte strutture che si possono facilmente notare dalla magnifica terrazza del “Soccorso” in Forio d’Ischia, da cui il Monte Epomeo si manifesta in tutta la sua impareggiabile bellezza.

Nel verde chiaro-trasparente dei vigneti, nel verde azzurrognolo degli uliveti, nel verde scuro degli agrumeti, s’intarsia il bianco calce delle case isolane che dona allo scenario il tocco magico della presenza dell’uomo. Gli abitati isolani, di rara bellezza, sono essenzialmente in stile mediterraneo, in quello stile cioè che  caratterizza le costruzioni con i tetti a terrazze e a volte, abbellite da molti archi, delicatamente colorate di bianco, rosa pallido o giallo di Napoli, il tutto bene inserito nel verde dei campi e sotto un cielo sempre terso e celeste. I centri urbani dell’isola d’Ischia sono incredibilmente uguali e diversi; ad ogni svolta un nuovo scenario, una nuova visione, un nuovo quadretto pittorico. Tutto sembra certamente messo lì per creare una nuova opera d’arte ed invece è stato il puro e naturale prodotto dell’uomo semplice che ha cercato nel tempo di costruirsi una casa, un tetto per coprirsi la testa, dopo il laborioso lavoro dei campi e del mare.

Già, il mare! Il mare azzurro, limpido che ancora nella sua purezza circonda la bella isola d’Ischia!

Acqua, fuoco, aria e terra, le quattro radici di Empedocle, si ritrovano qui nell’isola d’Ischia, dove, sotto un cielo eternamente celeste, in mezzo ad un mare che è ancora azzurro, vi è una terra incredi-

Bilmente bella, che si regge a galla per il fuoco del suo Vulcano in quiescenza, l’Epomeo, che si

Appalesa vivo attraverso le sue tante fumarole, le acque termominerali che pullulano in ogni plaga, in ogni angolo. Certamente le bellezze della natura sono visibili se la mano dell’uomo le sa accarezzare, le sa costruire, le sa valorizzare.

Alle semplici essenziali casette antiche, si sono aggiunte moderne villette che, bisogna riconoscere,

dandone merito agli architetti e costruttori, bene si inseriscono nel panorama isolano, anzi lo completano di quel giusto pizzico di moderno da non far apparire il tutto antico, stantio e tetro, come alcuni paesi medievali.

Ma le sue bellezze naturali non si esauriscono nei panorami.

Le rade, le insenature, le comode spiagge, i porti, l’alta roccia lungo le coste, la vegetazione, la varietà delle piante esotiche, le pinete, la miriade di fiori variopinti, dal mare al monte fanno pensare che se nel mondo l’Italia è tra i paesi più belli, in Italia Ischia è tra le isole più belle.              



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