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Economia Ischia

Lo sviluppo turistico

Ciò che colpisce guardando le cifre dei turisti italiani e stranieri sbarcati sull’isola nel decennio 1954 – 1963 è l’incremento progressivo e costante di esse. Tuttavia è da tener ben distinto il comportamento degli arrivi e delle partenze dei turisti italiani e stranieri per quanto riguarda il periodo di affluenza. Sarà bene, per prima cosa, distinguere gli stranieri secondo la provenienza. Circa metà degli stranieri che arriva nell’isola sono tedeschi ed austriaci, al secondo posto gli inglesi, ed ancora svizzeri, americani, francesi e scandinavi. Al di fuori dell’Europa, apprezzabile è la presenza di turisti argentini e brasiliani. Per quanto riguarda il numero degli arrivi e delle presenze dei turisti stranieri rispetto a quelli italiani, esso è sempre, naturalmente, inferiore di circa 10.000 o 15.000 unità negli arrivi, ed è circa la metà per le presenze.

Il movimento turistico straniero si distingue nettamente da quello italiano soprattutto per quanto riguarda il periodo della permanenza. Il turismo italiano, diretto alle stazioni termali e balneari dell’isola, è un fenomeno stagionale che si adegua, in linea generale, al regime delle temperature, con le eccezioni delle consuete festività di Natale e Pasqua. In questa più ampia circolazione annua si inserisce, nella buona stagione, la minore circolazione settimanale che raggiunge l’acme negli ultimi giorni della settimana. Luglio ed Agosto sono dunque i mesi in cui sia gli arrivi che le permanenze dei turisti italiani raggiungono le cifre più elevate. Si inizia con una timida ascesa in Maggio, che supera di poco Ottobre, sia per gli arrivi che per le presenze, e assistiamo ad una parabola discendente da Settembre che a sua volta, registra un numero di arrivi di poco superiore a Giugno ed un numero di presenze triplicato rispetto a questo ultimo. Gli italiani arrivano dunque nell’isola più numerosi in Maggio rispetto ad Ottobre, ma meno numerosi in Giugno rispetto a Settembre, prendendo in considerazione i mesi della mezza stagione, e vi si fermano molto di più in Settembre. Una leggerissima ripresa, dopo il calo di Novembre, si ha in Dicembre in occasione delle festività natalizie.

Completamente diverso è il comportamento dei turisti stranieri, i cui arrivi e permanenze segnano due punte annue, invece di una come per gli italiani. Infatti essi evitano i luoghi troppo caldi, eccessivamente affollati e chiassosi. La parabola ascendente degli arrivi e delle partenze inizia in Febbraio e sale costante fino a Maggio, che registra la prima punta persistente anche in Giugno, mentre con Luglio si ha il primo calo. Ad Agosto inizia la seconda ascesa, che tocca in Settembre la seconda punta che è anche la maggiore dell’anno. A ottobre riprende la parabola discendente che prosegue costante fino a Gennaio. Tuttavia anche Ottobre, come Settembre, registra un numero di presenze di turisti stranieri ben più alto di quello degli italiani.

Si comincia ad osservare, negli ultimi anni del Sessanta, un livellamento nelle preferenze circa il periodo di soggiorno nell’isola degli italiani e degli stranieri. Questi ultimi, infatti, cominciano ad essere più numerosi che un tempo nei mesi di Luglio ed Agosto, cioè di quelli prettamente estivi, mentre almeno una parte degli italiani comincia ad apprezzare i vantaggi della primavera e dell’autunno.

Per quanto riguarda la permanenza de turisti italiani e stranieri nell’isola, legata ai due fondamentali motivi di attrazione, quello balneare e quello termale, essa merita particolare attenzione. Infatti le stazioni ischitane sono, nella regione turistica partenopea, tra quelle che registrano il più altro numero di presenze particolarmente nelle case private.

Due fatti salienti emergono dall’osservazione di queste cifre. In primo luogo l’assoluta prevalenza del movimento extalberghiero, che ha assorbito nel 1963 più della metà delle complessive presenze nell’isola, mettendo ancora una volta l’accento sull’indirizzo ad un turismo familiare e di massa che l’isola segue. E’ noto infatti come per consuetudine in Italia, particolarmente nelle regioni meridionali, le famiglie trascorrano le vacanze in gruppo compatto. Naturalmente trattandosi di compagini familiari spesso numerose, risulta più conveniente sistemarsi in appartamenti privati.

La ricettività alberghiera dell’isola di Ischia è in fase ascendente sin dal 1961. Nel decennio 1961 – 1971 l’incremento delle strutture alberghiere è stato del 120% e quello dei posti letto del 140%, ancora nel decennio 1971 – 1981 si registra un ulteriore raddoppiamento del numero di camere e posti letto. Nel decennio 1981 – 1991 si registra ancora un nuovo incremento del 126% per quanto riguarda gli alberghi e del 90% di camere e posti letto.

Tale straordinaria evoluzione è ovviamente correlata all’aumento della movimentazione turistica negli esercizi alberghieri ed a quella portuale. Nel periodo 1991 – 1996 si assiste invece per Ischia ad un forte rallentamento dell’aumento delle strutture alberghiere, a causa di una variazione, comunque apprezzata dai turisti, nel tipo di offerta turistica. Infatti si passa dalla sistemazione in albergo alla sistemazione in case in fitto. Questo processo ha sicuramente una doppia valenza negativa, in quanto si viene a creare un sovraffollamento edilizio e non produce alcun incremento occupazionale nel lungo periodo. Per completezza è necessario aggiungere che, oltre al fenomeno dei fitti estivi, di cui si è detto prima, assume anche una certa rilevanza l’acquisto da parte di forestieri di seconde case sull’isola, per trascorrervi le vacanze.

In 35 anni la variazione percentuale è stata per gli esercizi alberghieri ed i posti letto di quasi il 700%, mentre del 600% è stata quella relativa alle camere. Contemporaneamente è migliorato di molto sia la qualità dello standard dei servizi che la percentuale di utilizzazione, sia lorda che netta, relativa ai posti letto. Quella lorda varia dal 28,6% del 1961 al 98% del 1996, quella netta passa invece dal 43% del 1971 al 70,7% del 1996

Ischia presenta una percentuale di alberghi di categoria medio-alta superiore alla media nazionale, mentre nettamente inferiore risulta essere la percentuale di alberghi di fascia medio-bassa. Questo perché, nel corso degli anni, l’incremento delle strutture alberghiere sull’isola d’Ischia si è verificato grazie anche alla riconversione di vecchi alberghi di fascia bassa in alberghi di fascia medio-alta, e ancora in relazione alla presenza di sorgenti termali naturali sfruttate direttamente dalle strutture alberghiere che, nel giro di poco tempo, hanno rafforzato il ruolo di questa isola come centro turistico-termale di livello internazionale.

Altra forma ricettiva, che nell’arco dell’ultimo decennio ha fatto registrare un sensibile incremento, è costituito dalle residenze "turistico-alberghiere", le quali interessano principalmente i comuni di Casamicciola ed di Forio. E’ interessante notare come tra il 1896 ed il 1996 l’isola d’Ischia ha visto raddoppiare il numero di tali strutture ed aumentare del 165% quello dei relativi posti letto.

A completare l’offerta di attrezzature turistiche concorrono le attrezzature pararicettive, delle quali esamineremo solo i dati relativi ai campeggi. Sull’isola, nel periodo che va dal 1961 al 1996 i campeggi si sono triplicati dal punto di vista numerico, mentre risultano quintuplicati in termini di posti (infatti nel 1961 esisteva un solo campeggio che disponeva di 80 posti, nel 1996 invece il numero di campeggi è salito a tre in grado di offrire in totale 370 posti).