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Terme Ischia

LE ACQUE TERMALI

Origini del fenomeno del termalismo

Come ampliamente detto in precedenza, Ischia è un’isola di origine vulcanica, e anche se attualmente la fase di attività vulcano-tettonica si trova in uno stato di quiete, sono sempre presenti quei fenomeni detti "secondari" del vulcanesimo. Tra questi i più diffusi sono le esalazioni fumaroliche, le acque termali ed i fenomeni di bradisismo.

Le fumarole, che sull’isola d’Ischia sono quasi tutte di vapore acqueo, sono forse la più violenta delle attività vulcaniche secondarie presenti sull’isola. Esse sono originate, di solito, dal riscaldamento dei sei bacini imbriferi presenti nell’isola (Casamicciola, Forio, Lacco Ameno, Ischia, Maronti e Citara). L’acqua di questi bacini viene riscaldata fino al punto di evaporazione e fuoriesce successivamente sottoforma di vapore da fenditure presenti nella roccia. Di solito queste fumarole si trovano in prossimità di vulcani ancora attivi o spenti da poco tempo (questo perché l’energia termica richiesta per la produzione del vapore è molto elevata). Quando queste fumarole, invece di scaturire all’aperto, scaturiscono all’interno di grotte, o in qualsiasi altro luogo chiuso, assumono il nome di stufe, ma qualsiasi sia il nome ad esse attribuito hanno comunque le medesime caratteristiche e la medesima natura.

Le fumarole presenti sull’isola d’Ischia possono essere distinte in tre gruppi diversi:

Gruppo di MONTECITO e MONTECORVO: esse sono costituite prevalentemente da vapore acqueo, anidride carbonica e solforosa, contengono anche tracce di acido cloridrico e acido solforoso;

Gruppo di S.LORENZO, CASTIGLIONE, COTTO, MONTE TABOR O CACCIUTTO, MONTE ROTARO, SINIGALLIA, CAVA PETRELLA, FONDOLILLO, CITARA, SELVA MASSARA: contengono solo vapore acqueo con poca o nessuna presenza di anidride carbonica

Gruppo di TESTACCIO: contengono vapore caldo e secco.

Una caratteristica delle fumarole dell’isola è quella di avere una corrispondenza con l’attività sismica. Così, prima del terremoto del 1883, le fumarole di Monte Cito crebbero di numero, dettero maggiori emanazioni gassose (il loro odore si avvertiva lontano alcuni chilometri) e la loro temperatura da 99°C. passò un paio di mesi prima del terremoto a 100°C., circa un anno dopo arrivo a 102°C., poi si attestò nuovamente a 99°C.

Le fumarole che si trovano più lontane dai centri di attività sismica mantengono pressappoco costante la loro attività e temperatura.

"Le sorgenti minerali" – scrive E. de Beaumont "sono ordinariamente disposte in gruppi, in ciascuno dei quali esistono una o più sorgenti termali principali, che si potrebbero considerare come vulcani privi della facoltà di emettere altri prodotti che non emissioni gassose, le quali, nella maggior parte dei casi non arrivano in superficie che condensate in acque minerali e termali. Queste sorgenti termali principali sono generalmente accompagnate da altre sorgenti meno calde e queste ultime non sono sovente che acque superficiali che dopo essere discese nelle fenditure di un terreno più o meno dislocato rimontano penetrate di un calore che hanno tolto al suolo riscaldate dal focolare medesimo della sorgente termale principale". Durante la fase di riscaldamento le acque assorbono buona parte dei gas rilasciati dal processo di degasazione del bacino magmatico locale in raffreddamento; successivamente, durante la fase di risalita, le acque surriscaldate, attraversando gli strati di roccia, ne acquisiscono i minerali solubili contenuti. Il De Beaumont afferma anche che non tutte le sorgenti termali debbano essere di origine vulcanica, possono dunque esistere sorgenti termali assolutamente indipendenti da distretti vulcanici (che possono trovarsi anche a diverse centinaia di chilometri). Queste sarebbero originate da fratture della crosta terrestre dovute a violentissimi eventi sismici; attraverso di esse l’acqua superficiale (o anche l’acqua di alcuni bacini imbriferi) raggiunge gli strati profondi della crosta terrestre dove l’elevato calore (questa volta non dovuto alla presenza di un bacino magmatico, ma semplicemente all’elevatissima pressione) la riscalda e la fa riaffiorare in superficie. Le caratteristiche chimiche delle acque termali di origine vulcanica e quelle delle acque di origine non vulcanica sono notevolmente differenti perché sono differenti le composizioni chimiche degli strati di roccia che esse attraversano durante la risalita. Tuttavia, essendo Ischia un’isola vulcanica, ed essendo ben documentata la presenza di un vasto bacino magmatico locale a poca profondità nella crosta terrestre, possiamo affermare con sicurezza che le acque termali presenti sull’isola sono tutte di natura vulcanica.

Le sorgenti termali abbondano su tutta l’isola, raggiungendo temperature fino ad 86°C. (come la sorgente della Cavascura), ma in falde medio-profonde, a 150 metri, sono state anche registrate temperature di 176°C. La radioattività naturale delle acque è data dal loro contenuto in elementi radioattivi e soprattutto in radioemanazioni o "radon", ed è la quantità di questa ultima che caratterizza le acque stesse. La radioemanazione viene dosata in "Micromillicuries" per litro, unità di misura che corrisponde alla quantità di emanazione in equilibrio radioattivo con un millesimo di microgrammo di Radium elemento. Altra unità di misura è l’Unità "Mache" che è uguale a 0,364 Micromillicuries. Tale radioattività è presente in misura tale da non costituire motivo di pericolosità, ma svolge un’azione positiva, in quanto esalta le funzioni fisiologiche, esercitando una blanda azione stimolante sull’organismo.

Nelle terme isolane le acque radioattive trovano utilizzazione come bagni minerali, fanghi, cure inalatorie con aerosol, nebulizzazioni ed inalazioni, cure ginecologiche, cure idropiniche.

Ischia ha un patrimonio idrotermale tra i più ricchi del mondo: ben 69 campi fumarolici e 29 bacini idrotermali da cui scaturiscono 103 sorgenti sparse nei 42 Km2 del territorio isolano. Tali sorgenti, ognuna con proprietà e caratteristiche proprie, possono essere divise in "minerali" (da 2,5 a 30 grammi/litro di sali), "calde e molto calde" dai 40°C. in su. Esse sono o cloruro-sodico, come le sorgenti di Nitrodi a Barano, o bicarbonato_solfato_alcaline, come quelle di Casamicciola ed Ischia. La presenza di zolfo, sotto forma di solfati, è importante perché si concentra sulle cavità articolari, mentre la presenza di calcio ha una moderata azione sedativa.