Ischia appellativo di isola verde da Fontana all'Epomeo.
Il monte Epomeo la rigogliosa vegetazione, favorita dal clima particolare, ha valso a Ischia l’appellativo di “isola verde”. La strada che da Serrara corre alta il Lido di Maroniti in una delle zone più suggestive dell’isola. Valloni scoscesi, che sono il risultato di impressionanti fenomeni di erosione, scendono verso le spiagge sottostante in un paesaggio selvaggio, ingentilito da una vegetazione dove predominano le ginestre. Cava Calmiera, cava Posteca, cava Bosco, cava Piscinelli sono i nomi di questi valloni. Per chi ama le passeggiate a piedi, una ripida mulattiera scende dal paesino di Noia fino al Lido di Maroniti. Poco più avanti un’altra mulattiera, con un giro più lungo in un paesaggio molto vario, conduce alla chiesetta di Santa Maria del Monte e a Forio. Fontana con i suoi 452 mt di altitudine è il paese più alto di Ischia. Di antiche origini, la sua posizione ne fece un rifugio per gli Angioini inseguiti dagli Aragonesi. La bella chiesa di Santa Maria della Sacca fu costruita nel 1374. Dal belvedere della piazza si gode un panorama superbo. Essendo in centro abitato più elevato dell’isola d’Ischia, Fontana è generalmente il punto di partenza per le escursioni al Monte Epomeo. La salita è piuttosto ripida e d’estate è resa più faticosa dal caldo: per questo è possibile affittare un asinello che guidato dalla mano esperta di un ischitano, condurrà il gitante sulla cima senza difficoltà.La passeggiata è molto interessante perchè ha luogo in un ambiente naturale di eccezionale bellezza, molto vario, con in panorama che, a mano a mano che si sale, diventa sempre più vasto, mentre l’aria si fa più sottile e più fresca. Poco prima della vetta si trovano la chiesetta di San Nicola e l’Eremo. La chiesa fu edificata intorno alla metà del ‘400 e custodisce un bassorilievo del santo. Vi è sepolto il fiammingo Giuseppe d’Argut che nel ‘700 fu governatore di Ischia. In una circostanza di grave pericolo egli fece un voto a San Nicola in seguito al quale si ritirò a vivere sulla cima dell’Epomeo con alcuni compagni e ripristinò l’antico eremo, dandogli l’assetto che presenta tuttora. Dalla cima del monte che con i suoi 788 metri è il punto più alto dell’isola d’Ischia, gode una vista del tutto straordinaria, in particolare se la giornata è limpida. Girando lo sguardo sul degradare della montagna ci si rende conto di trovarsi nel punto più elevato di Ischia di un colletto craterico che verso sud, demolito dall’erosione, precipita verso il Lido di Maroniti; verso est e verso ovest spiccano le sommità di Trippodi, di Montagna Bianca, di Pietra dell’Acqua e di bianchetto. Al di sotto il manto boscoso da fitto si fa via via più rado lasciando il posto ai terreni coltivati ed alle abitazioni sparse. Appare tutto il profilo frastagliato dell’isola d’Ischia che spicca contro l’azzurro profondo del mare e si riconoscono le varie località con le loro caratteristiche : il Fungo di Lacco Ameno, il bacino regolare del Porto, la Lava dell’Arso, l’isolotto del Castello, la penisola di Sant’Angelo, il faro di Punta Imperatore, il Torrione di Forio… e tutte le atre bellezze dell’isola d’Ischia. Alzando gli occhi all’orizzonte si spazia da Ventotene, Ponza, alla costa Tirrenica fino altre il Circeo, il Golfo di Gaeta incorniciato dalle montagne retrostanti, i campi Flegrei, il Golfo di Napoli col Vesuvio, la penisola Sorrentina, Capri e oltre ai monti del Cilento. Particolarmente emozionante è attendere sulla vetta dell’Epomeo il sorgere del sole, oppure fare l’ascensione in una notte di plenilunio.