Nominato un nuovo sub-commissario, Asl Ischia
Nominato un nuovo sub-commissario, rallenterà la soluzione del “caso Ischia”?
L’ex sub-commissario Longo è stato promosso all’Arsan, al suo posto il dottor Pasquale Bove, già dirigente dell’Asl Na2. La maxi-Asl Na2 Nord al centro del valzer degli incarichi nella sanità campana. Longo aveva garantito la continuità in occasione del passaggio da Bertoli a Nardone. Il rischio di nuovi ostacoli sulla strada della soluzione di medio termine all’emergenza infermieri al “Rizzoli”
La girandola delle nomine in campo sanitario non conosce tregua. Almeno per quanto riguarda l’Asl Na2Nord che, da quando è nata, continua a registrare periodici avvicendamenti ai vertici, a dispetto di quella stabilità che dovrebbe essere una precondizione per garantire la più efficiente ed efficace gestione del colosso creato soltanto nel marzo scorso accorpando l’ex Na2 e Na3, oltre ad importanti porzioni dell’ex Na4. Così ieri è stata un’altra giornata di cambiamenti a Monteruscello. Stavolta, a lasciare l’incarico è stato uno dei due subcommissari, il dottor Longo, che era stato in diverse occasioni il referente per i problemi della nostra isola. Al suo posto, è subentrato nella stessa giornata di ieri il dottor Bove, che già ricopriva un ruolo dirigenziale in seno all’ex Asl Na2, per cui si tratta sostanzialmente, per lui, di un avanzamento di ruolo. La notizia del doppio trasferimento che ha riguardato l’Azienda puteolana è arrivata imprevista. La possibilità di nuove nomine, infatti, era stata ventilata per la fine dello scorso mese di ottobre, quando sembrava che il commissario regionale alla Sanità, Bassolino, avesse intenzione di sostituire i commissari straordinari delle Aziende sanitarie locali nuovamente con dei direttori generali, ciò che avrebbe potuto determinare delle conferme, ma anche dei cambiamenti tra quanti sarebbero stati chiamati ai nuovi incarichi. E fino all’ultimo momento, alla scadenza del 30 ottobre, l’eventualità di modifiche aveva generato incertezze anche sul futuro assetto dell’Asl Na2 Nord, giacchè non si sapeva se il commissario Nardone sarebbe rimasto al suo posto. Una situazione che aveva tenuto di fatto congelate una serie di situazioni e perfino le iniziative per cercare di uscire dall’emergenza personale al “Rizzoli”, in attesa che si chiarisse quale sarebbe stato l’interlocutore futuro a Pozzuoli. Cosicchè, quando ai primi di novembre era stata sciolta la prognosi, con la conferma dei commissari in carica, si era potuto riprendere tutto ciò che era stato interrotto. E, a quel punto, era lecito immaginare che non vi sarebbero state modifiche anche tra gli altri componenti della triade commissariale. Ipotesi smentita tre settimane dopo da un provvedimento che è perfettamente in linea con il moto perpetuo che sta caratterizzando gli incarichi apicali nella sanità campana da otto mesi a questa parte.
Ieri mattina, dunque, è stata data attuazione al Decreto del Commissario regionale alla Sanità con il quale è stato nominato il nuovo sub-commissario dell’Asl Na2 Nord delegato alle questioni sanitarie, il dottor Pasquale Bove. Che è subentrato al dottor Longo, vice-capo di gabinetto dell’Arsan che dal marzo scorso aveva ricevuto anche l’incarico presso la nostra Asl e che fino a ieri aveva svolto entrambe le attività. Contestualmente alla nomina di Bove alla Na2 Nord, è stato dato corso alla nomina di Longo, a tempo pieno, a capo di gabinetto dell’Arsan, ruolo che era stato ricoperto, fino a pochi mesi fa, dall’allora commissario straordinario dell’Asl Na2 Nord, Lea Bertoli, attualmente direttore dell’Agenzia regionale per la Sanità della Campania. Proprio il trasferimento della Bertoli, subito dopo l’estate, aveva differenziato la situazione della Na2 Nord rispetto alle altre Aziende sanitarie locali, che hanno conservato sostanzialmente i commissari e subcommissari insediatisi a marzo, in occasione della duplice manovra di accorpamento delle vecchie Asl e di commissariamento di quelle appena nate. L’Azienda di Monteruscello ha goduto, da parte del commissario-governatore, di un trattamento “speciale”, considerato che il primo commissario ha dovuto lasciare dopo appena sei mesi di lavoro, mentre si era ancora all’inizio della lunga e complessa operazione di integrazione fra le Asl originarie e di costruzione della nuova maxi-Azienda, che è anche oggi ben lungi dall’essere realizzata. Al suo posto, arrivò Franco Nardone, che ovviamente, come chiunque altro al suo posto, ha avuto bisogno di tempo per “ambientarsi” nel nuovo incarico. Nel frattempo, la continuità è stata assicurata proprio dai due sub-commissari, che conoscevano il percorso avviato con la Bertoli e che avevano preso confidenza con le criticità della nuova Azienda. Compreso il “caso Ischia”, che si era già manifestato con il primo commissario e che era stato abbastanza egregiamente gestito durante il periodo estivo, delicatissimo per la sanità della nostra isola.
Un altro rallentamento?
Proprio il sub-commissario Longo aveva seguito passo passo le vicende – forse sarebbe meglio definirle vicissitudini – dell’emergenza personale al “Rizzoli”. E sempre lui aveva partecipato all’importante incontro svoltosi, poco più di una settimana fa, tra una delegazione di rappresentanti politici e dell’ospedale di Ischia e l’assessore regionale alla Sanità Santangelo. Insomma, il sub-commissario Longo era diventato un interlocutore presente e assiduo per i problemi sanitari dell’isola, verso i quali aveva mostrato sempre grande attenzione e adeguata considerazione. Ed è evidente, dunque, che il suo trasferimento qualche cambiamento lo implicherà nella prosecuzione dell’interlocuzione con l’Asl sulle questioni che sono ancora estremamente attuali. A rendere forse meno brusco questo cambiamento vi è il particolare, tutt’altro che trascurabile, che il nuovo sub-commissario Bove non è estraneo alla nostra realtà, che invece dovrebbe conoscere piuttosto bene, essendo stato Direttore del Dipartimento programmazione acquisto e controllo della spesa sanitaria presso l’ex Asl Napoli 2. Dunque, con l’arrivo di Bove l’interlocuzione avviata dovrebbe proseguire senza soluzione di continuità, come è utile che avvenga, vista la delicatezza e l’importanza della situazione ischitana. A maggior ragione alla luce degli impegni assunti dall’assessore alla Sanità rispetto all’emergenza personale del “Rizzoli” e alle conseguenti misure che egli ha raccomandato di adottare alla dirigenza dell’Azienda sanitaria di Monteruscello. Se, infatti, per adesso si è riusciti a tamponare la carenza di infermieri, con l’invio di rinforzi in via Fundera, fino al 31 dicembre, c’è da provvedere a realizzare la soluzione di medio periodo, che dovrebbe portare a Ischia i paramedici isolani in servizio in altri presidi della Campania e di altre Regioni e quegli infermieri che accetteranno si fermarsi al “Rizzoli” per almeno cinque anni. Per centrare l’obiettivo che dovrebbe garantire un po’ di tranquillità all’ospedale di Ischia c’è solo poco più di un mese di tempo. Ogni ulteriore rallentamento per il valzer infinito delle nomine sarebbe un ostacolo lungo quel percorso, che per la sanità isolana è vitale.